La comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere i cambiamenti climatici una conseguenza delle attività antropiche e una minaccia reale per le generazioni future. Questa crescente consapevolezza è il frutto dell’impegno di molti, fra organizzazioni non governative, governi, istituzioni e imprese che assieme hanno dato vita negli ultimi decenni a politiche e azioni concrete volte a tutelare clima e ambiente a livello globale.

Dalla prima Conferenza delle Nazioni Unite, tenutasi nel 1992 nell’ambito del “Summit della Terra” di Rio de Janeiro, passando per il Protocollo di Tokyo nel 1997, al pacchetto europeo 20-20-20 del 2007, all’accordo di Parigi del 2015 sulla riduzione delle emissioni nocive, siamo arrivati oggi all’European Green Deal.

In questa fase più recente nell’evoluzione dei suoi obiettivi climatici e ambientali, l’Europa ha deciso di rendere ancora più ambizioso il proprio target di riduzione delle emissioni nocive nette, passando entro il 2030 da un taglio del 40% della CO2 ad uno del 55% rispetto ai livelli del 1990.

Con il Green Deal, la Commissione Europea si pone l’obiettivo di azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2050. Per raggiungere questo target si prevede una progressiva decarbonizzazione del sistema energetico, ed uno sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili con la contestuale eliminazione del carbone.

La produzione e l’uso dell’energia nei diversi settori economici rappresentano, infatti, oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione.

L’Europa può avere un ruolo guida nel conseguire un impatto climatico zero e noi di ERG – per vocazione, impegno nei settori delle energie rinnovabili e capacità di ricerca e innovazione – siamo convinti di poter facilitare la transizione energetica e contribuire fattivamente al raggiungimento degli obiettivi internazionali di decarbonizzazione.

Per centrare i target, si dovrà investire in soluzioni tecnologiche, coinvolgere i cittadini, armonizzare gli interventi in settori fondamentali, quali la politica industriale, la finanza e la ricerca, garantendo equità sociale per una transizione giusta – tutti ambiti in cui ERG ha esperienza e saprà fare la sua parte.

È ormai consolidato che la sostenibilità sia al centro non solo delle strategie di ogni singola società ma anche dei governi stessi. Un chiaro esempio è rappresentato dal fatto che il G20, che si riunirà a Roma il 30-31 ottobre 2021, ha identificato le sue priorità in 3 pilastri della Sostenibilità: Planet, People e Prosperity, a dimostrazione della crescente attenzione che vi è stata negli ultimi anni verso le tematiche ESG.

 

Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima - PNIEC

Come stabilito dal Clean Energy Package adottato dall’Unione Europea, ogni stato membro ha provveduto ad inviare a Bruxelles il proprio Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) proponendo un suo percorso di decarbonizzazione dell’energia al 2030, coerente con i target complessivi dell’Unione.


È possibile, se non probabile, che gli obiettivi fissati nei PNIEC dei vari paesi siano già diventati insufficienti rispetto all’avanzare dei mutamenti climatici e che quindi debbano essere presto rivisti. Ma, allo stato attuale, la versione finale del PNIEC dell’Italia si pone i seguenti obiettivi principali:

quota di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia pari al 30%;

• quota di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia nei trasporti pari al 22%;

• quota di energia incrementale da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi per riscaldamento e raffrescamento pari al 1,3%; annuo (indicativo);

• riduzione delle emissioni di gas-serra per i settori non rientranti nell’Emission Trading System rispetto alle emissioni del 2005 pari ad almeno il 33%;

• livello di interconnessione elettrica con gli stati confinanti pari ad almeno il 10%;

• l’obiettivo indicativo di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di elettricità è pari al 55%;

• conferma del piano di uscita dalla generazione elettrica alimentata a carbone entro il 2025.


Il PNIEC italiano, come i Piani degli altri Stati membri, dovrà comunque essere revisionato nei prossimi due anni, adottando obiettivi più stringenti e potenziandone gli strumenti per adeguarlo ai nuovi e più sfidanti obiettivi stabiliti dall’European Green Deal.

L'European Green Deal

L’Unione Europea ha lanciato lo European Green Deal per diventare il primo continente al mondo a non avere impatti negativi sul clima. Ciò vuol dire che l’Unione mira ad azzerare le emissioni nette di carbonio in atmosfera di tutte i settori entro il 2050
.

Poiché tale percorso richiederà forti investimenti e la transizione energetica comporterà dei costi anche per gli individui e le famiglie, sarà importante attuare accorgimenti per una transizione giusta e socialmente equa, in modo da non lasciare indietro nessuna regione europea e nessun cittadino.

Tra le 47 azioni principali che costituiranno l’European Green Deal, alcune riguardano direttamente il settore dell’energia, in particolare la riduzione delle emissioni di gas-serra al 2030 tra il 50% e il 55% - contro l’attuale 40% del Clean Energy Package - per raggiungere zero emissioni nette di CO2 da attività umane entro il 2050.

Entro giugno 2021, si dovranno revisionare i provvedimenti per realizzare tale nuovo obiettivo, partendo dall’Emission Trading System, cioè il mercato di scambio delle emissioni, che verrà esteso a nuovi settori, alla riduzione delle emissioni in tutti i settori, alla regolamentazione della filiera agro-forestale.

Sempre entro giugno 2021, l’Unione Europea revisionerà le direttive sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica, già oggetto di consultazione pubblica. Nel 2020 è stata varata una strategia di indirizzo per l’integrazione dei sistemi energetici e lo sviluppo dell’idrogeno prodotto da elettricità rinnovabile. Anche le infrastrutture esistenti dovranno essere potenziate per adeguarle allo scopo, mentre i Piani Nazionali Integrati Energia e Clima (PNIEC), approvati nel 2020, dovranno essere revisionati nel 2023 per adeguarli ai nuovi target stabiliti con l’European Green Deal.

L’Unione si occuperà di revisionare le Linee guida sugli aiuti di Stato entro il 2021. Sempre nel 2021, a giugno, verrà proposta la revisione della Energy Taxation Directive in chiave ambientale, probabilmente associata ad un meccanismo di bilanciamento del carbonio alle frontiere europee per i settori non sottoposti alle misure di riduzione del rischio di “carbon leakage” contenute nell’ETS (e.g. quote gratuite).