L'oasi di Alviano

Nella parte est del lago di Alviano, poco a monte dell'omonima diga, è presente un'oasi di circa 400 ettari, sui 900 complessivi dello specchio d'acqua, che ha richiamato numerosissimi uccelli stanziali e, grazie al suo posizionamento geografico, è diventata anche un punto di sosta per gli uccelli migratori. L'area comprende tutti gli ambienti tipici delle zone umide ad acqua dolce: palude, stagno, acquitrini, marcita, bosco igrofilo – tra i più estesi dell'Italia centrale – ed ospita una moltitudine di uccelli, tra cui l'airone bianco maggiore, il cavaliere d'Italia e il falco pescatore, oltre a innumerevoli specie di anfibi quali il tritone crestato e la rana dalmatina.

Nella "Garzaia" sono ospitati da anni oltre cento coppie tra aironi cenerini, aironi guardabuoi, garzette, sgarza ciuffetto, nitticore e cormorani. Tra i mammiferi che abitano l'oasi troviamo la volpe, il cinghiale, il tasso, l'istrice, il riccio e il gatto selvatico, una specie molto rara.

Nel 2019, nell'ambito del Progetto "Bee Safe" lanciato da WWF, è stato realizzato un "giardino degli insetti" che permette di attirare numerosi insetti impollinatori. Le attività dell'anno hanno principalmente previsto la manutenzione delle "praterie allagate" che, a seguito della piena del 2012, si erano riempite di fango, con una significativa variazione morfologica e la conseguente crescita di piante infestanti. Dopo la rimozione dei fanghi avvenuta nel corso degli anni passati, le attività del 2018 e 2019 si sono concentrate sul taglio delle erbe infestanti che, raggiungendo anche quattro metri di altezza, impedivano la sosta a molti uccelli e intralciavano la vista delle specie ai turisti. Inoltre, è stato costruito un muretto a secco che ha permesso di migliorare un tratto di percorso dell'Oasi favorendo anche la presenza di rettili. Questi interventi hanno immediatamente rivitalizzato l'Oasi, sia dal punto di vista naturalistico che turistico che ha registrato uno sviluppo significativo: nel corso del 2019 so infatti giunti circa 6.700 visitatori.

La ristrutturazione della torre di avvistamento, il rifacimento dell'osservatorio e del laboratorio didattico, la realizzazione di un capanno fotografico presso lo stagno a pelo d'acqua, hanno permesso di migliorare la ricettività turistica.

In particolare, gli appassionati di fotografia che hanno preso a riferimento l'Oasi per sviluppare la loro passione sono stati circa 1400. Grazie a punti di appostamento perfettamente integrati con la natura, posizionati in modo ottimale rispetto al sole e vicino a mangiatoie che attraggono gli animali, riusciamo a offrire un ambiente adatto a chi si dedica a questa passione. Numerose sono state le visite di scolaresche che hanno potuto studiare la vita della palude in un laboratorio attrezzato con microscopi, telecamere e monitor, vivendo in prima persona tutte le fasi di una ricerca biologica. Molto apprezzate sono state le giornate dedicate agli incontri con alcuni esperti del settore, che prevedevano appuntamenti di approfondimento su temi naturalistici.

Attualmente l'Oasi di Alviano risulta uno dei punti di riferimento in Italia per la fotografia naturalistica, con appassionati che si spostano da tutto il territorio per catturare i panorami che essa offre e che grazie alla convenzione tra ERG e la provincia di Terni, viene gestita dal WWF fin dal 1990.