I nostri progetti

I nostri progetti per l'ambiente, la biodiversità e la comunità sono l'espressione concreta del nostro impegno e della nostra passione per promuovere uno sviluppo sostenibile basato su risorse rinnovabili.

#ERGPlasticFree

#ERGPlasticFree
Nel 2019, abbiamo implementato il progetto #ERGPlasticFree individuando alcune iniziative per eliminare o limitare le consuetudini che generano consumo di plastica nell'ambito dell'attività aziendale.

Siamo orgogliosi della partecipazione attiva dell'intero Gruppo, a conferma di una crescente e diffusa sensibilità verso stili di vita più sostenibili e una importante attenzione all'impatto sull'ambiente delle nostre attività.


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2.500 kg di plastica risparmiata, che hanno permesso di evitare l'emissione di circa 15 t di CO2 nel 2019, in soli quattro mesi di progetto. Su base annuale si può stimare un risparmio di circa 26 t di CO2.

Pale eoliche: impianti totalmente sostenibili

Grazie al progetto Reblading, sostituiamo le turbine dei parchi eolici più datati con altre, in numero più ridotto, di nuova generazione e maggiore potenza. In questo modo garantiamo la gestione sostenibile delle turbine da smantellare, che rappresentano un numero notevole di impianti che avranno esaurito la loro vita tecnica.

Questo valore è confermato anche da uno studio ANEV - Associazione Nazione Energia del Vento- del 2017 evidenzia come la quasi totalità dei materiali di cui è composta una turbina eolica (torre, navicella e pale) è riciclabile e questo ne agevola la dismissione al termine della vita utile.

Grazie a questo studio, è possibile identificare la destinazione degli elementi di una turbina, innovando per la sostenibilità:
 
Materiale Provenienza Scenario
Acciaio torre e componenti varie 90% riutilizzabile
Ghisa fondazioni e componenti varie 90% riutilizzabile
Rame componenti elettriche 95% riutilizzabile
Alluminio componenti elettriche e struttura 90% riutilizzabile
Plastica PVC componenti varie 100% riutilizzabile
Fibra di vetro pale e struttura navicella 100% riutilizzabile
Olii lubrificanti organi meccanici di turbina 90% riutilizzabile
Fonte: ANEV

Costruiamo nel rispetto per l'ambiente

Costruiamo nel rispetto per l'ambiente
Il cuore del nostro piano di sviluppo in Italia è rappresentato dal rinnovamento tecnologico della flotta eolica in Italia, attraverso i progetti di Repowering e Reblading degli impianti.

Il Repowering consiste nella sostituzione dei vecchi aerogeneratori con quelli di ultima generazione e di maggiore potenza, mentre il Reblading prevede la sostituzione delle pale dell'aerogeneratore esistente con pale di nuova generazione.

- Utilizzo ottimale del sito dell'impianto, con l'utilizzo efficiente delle strutture e infrastrutture presenti;
- Tutela continua della biodiversità del territorio, rispettando la "familiarità" con l'ambiente degli impianti. Inoltre, è previsto un piano di monitoraggio dell'avifauna stanziale o migratoria, basato su procedure relative al "Protocollo di Monitoraggio dell'Osservatorio Nazionale su Eolico e Fauna", redatto in collaborazione con lSPRA, ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e Legambiente Onlus ed alle practice di settore;
- Riduzione dell'inquinamento acustico, con minori emissioni sonore grazie alle pale innovative e performanti;
- Riduzione dell'effetto selva e del consumo di territorio, con ricadute positive dal punto di vista paesaggistico, grazie alla sensibile riduzione del numero di aerogeneratori installati.

Legname di Corbara: da rifiuto a risorsa

Legname di Corbara: da rifiuto a risorsa
Sul lago di Corbara si accumulano spesso rifiuti legnosi trasportati dal fiume Tevere, che non vengono trattati in alcun modo. Per tutelare l'ambiente, abbiamo studiato una soluzione per valorizzare questa risorsa.

A seguito di un dialogo costruttivo con la Regione Umbria, abbiamo concordato la possibilità di considerare il legname che si accumula sulle sponde del lago come materiale riutilizzabile, destinabile quindi ad attività come il recupero energetico o l'industria del legno.

Grazie a questa virtuosa attività di recupero, la quantità di rifiuti destinati a recupero ha superato l'88% (+6% rispetto al 2018).

L'Oasi di Alviano

L'Oasi di Alviano
Nella parte est del lago di Alviano, poco a monte dell'omonima diga, è presente un'oasi di circa 400 ettari, sui 900 complessivi dello specchio d'acqua, che ha richiamato numerosissimi uccelli stanziali e, grazie al suo posizionamento geografico, è diventata anche un punto di sosta per gli uccelli migratori. L'area comprende tutti gli ambienti tipici delle zone umide ad acqua dolce: palude, stagno, acquitrini, marcita, bosco igrofilo – tra i più estesi dell'Italia centrale – ed ospita una moltitudine di uccelli, tra cui l'airone bianco maggiore, il cavaliere d'Italia e il falco pescatore, oltre a innumerevoli specie di anfibi quali il tritone crestato e la rana dalmatina.

Nella "Garzaia" sono ospitati da anni oltre cento coppie tra aironi cenerini, aironi guardabuoi, garzette, sgarza ciuffetto, nitticore e cormorani. Tra i mammiferi che abitano l'oasi troviamo la volpe, il cinghiale, il tasso, l'istrice, il riccio e il gatto selvatico, una specie molto rara.

Nel 2019, nell'ambito del Progetto "Bee Safe" lanciato da WWF, è stato realizzato un "giardino degli insetti" che permette di attirare numerosi insetti impollinatori. Le attività dell'anno hanno principalmente previsto la manutenzione delle "praterie allagate" che, a seguito della piena del 2012, si erano riempite di fango, con una significativa variazione morfologica e la conseguente crescita di piante infestanti. Dopo la rimozione dei fanghi avvenuta nel corso degli anni passati, le attività del 2018 e 2019 si sono concentrate sul taglio delle erbe infestanti che, raggiungendo anche quattro metri di altezza, impedivano la sosta a molti uccelli e intralciavano la vista delle specie ai turisti. Inoltre, è stato costruito un muretto a secco che ha permesso di migliorare un tratto di percorso dell'Oasi favorendo anche la presenza di rettili. Questi interventi hanno immediatamente rivitalizzato l'Oasi, sia dal punto di vista naturalistico che turistico che ha registrato uno sviluppo significativo: nel corso del 2019 so infatti giunti circa 6.700 visitatori.

La ristrutturazione della torre di avvistamento, il rifacimento dell'osservatorio e del laboratorio didattico, la realizzazione di un capanno fotografico presso lo stagno a pelo d'acqua, hanno permesso di migliorare la ricettività turistica.

In particolare, gli appassionati di fotografia che hanno preso a riferimento l'Oasi per sviluppare la loro passione sono stati circa 1400. Grazie a punti di appostamento perfettamente integrati con la natura, posizionati in modo ottimale rispetto al sole e vicino a mangiatoie che attraggono gli animali, riusciamo a offrire un ambiente adatto a chi si dedica a questa passione. Numerose sono state le visite di scolaresche che hanno potuto studiare la vita della palude in un laboratorio attrezzato con microscopi, telecamere e monitor, vivendo in prima persona tutte le fasi di una ricerca biologica. Molto apprezzate sono state le giornate dedicate agli incontri con alcuni esperti del settore, che prevedevano appuntamenti di approfondimento su temi naturalistici.

Attualmente l'Oasi di Alviano risulta uno dei punti di riferimento in Italia per la fotografia naturalistica, con appassionati che si spostano da tutto il territorio per catturare i panorami che essa offre e che grazie alla convenzione tra ERG e la provincia di Terni, viene gestita dal WWF fin dal 1990.