Parliamo di job mobility con Matteo Carando

Ci racconti chi sei, di cosa ti occupi in ERG e da quanto tempo? 

Ciao, mi chiamo Matteo, marito di Marta da poco più di un anno, genovese di nascita ma vivo a Parigi con la mia famiglia da settembre 2015. Amo la montagna, correre, stare con gli amici e, seppur a distanza, seguo sempre con passione la mia Samp. In ERG sono da circa 9 mesi country manager della Francia e responsabile di CSO Francia.


Quando sei entrato nel Gruppo però… il tuo lavoro era un altro… 

Eh si, il 10 luglio 2006 iniziai il mio percorso in ERG dall'ufficio acquisti, ci fu il passaggio in ISAB nel 2008, il passaggio in Renew nel 2012 come responsabile della programmazione delle manutenzioni, poi come responsabile degli asset italiani e nel 2015 il passaggio oltralpe.


Come si è presentata la possibilità di cambiare? 

Il primo cambio, il passaggio in ISAB, fu dettato dalla necessità di creare dall'unico ufficio acquisti allora esistente due realtà distinte ed il mio nome fu associato alla nuova realtà; la possibilità del passaggio in Renew arrivò in un momento nel quale la politica di gestione in ISAB si stava allontanando molto da quella ERG alla quale ero abituato e così colsi al volo l'occasione. La possibilità dell'ultimo passaggio in Francia si è manifestata 4 settimane prima del matrimonio, con lo spirito di avventura che mi contraddistingue e con la disponibilità della mia famiglia, abbiamo deciso di aggiungere anche questa esperienza alla rivoluzione che era in atto nella nostra vita e… ora eccoci qua!


Com'è vivere in un altro paese? Raccontaci un aneddoto … 

Vivere in un paese straniero è un'esperienza di vita incredibile, la tua routine cambia radicalmente ed è una continua ricerca di nuove certezze, dall'andare a fare la spesa alla burocrazia locale, dal medico ad una nuova casa; poi… Parigi è Parigi, ma attenzione, non è solo la ville lumière vista con gli occhi del turista! Certamente da quando ci siamo trasferiti il periodo non è stato dei migliori, prima gli attentati nel cuore della città, poi lo stato di emergenza ancora oggi attivo, poi gli altri episodi che si sono susseguiti e che ogni volta hanno alzato il livello di attenzione, il rischio alluvione… (si, mi sono domandato se fossi io a non portare propriamente fortuna!)
Di aneddoti te ne racconto due: il primo è relativo all'arrivo in Francia, il giorno del viaggio durante il quale con mia moglie tessevo le lodi di questa esperienza e sdrammatizzavo sulle possibili difficoltà, poi l'arrivo al residence con tutti i nostri bagagli e la scoperta che per un errore della struttura non avremmo avuto una camera quella notte… iniziamo bene abbiamo pensato!
Il secondo lo condivido con tutti quelli che si lamentano del traffico genovese: primo rientro in Italia in auto, partenza (a mio modo di vedere) intelligente, 2 ore e mezza per percorrere poco più di 12 chilometri sulla circonvallazione di Parigi; una certezza ed un dubbio: l'intelligenza è altra roba, è certo! Torniamo indietro e riproviamo domani senza ragionare troppo sull'orario?


E ora... due domande difficili: preferisci il tuo attuale lavoro o quello precedente? Saresti disposto a cambiare "ancora"?

Il lavoro precedente resterà indimenticabile pensando a cosa è stato fatto e a quanto mi hanno insegnato gli amici/colleghi sparpagliati su tutto il territorio nazionale con cui lo abbiamo realizzato; quello attuale è enormemente stimolante per responsabilità e per nuove relazioni da costruire, sono certo che l'insegnamento precedente sia un tesoro che mi aiuterà molto nel percorso, quindi molto contento della nuova sfida!
Cambiare non è mai facile, vuol dire mettersi costantemente in discussione e uscire dalla routine che si crea dopo un primo periodo; penso che questo sia stimolante, quindi nessuna preclusione per un futuro cambiamento.
Prima di cambiare, però, vorrei avere la possibilità di portare a termine il lavoro appena iniziato qui in Francia.