Che cos'è il repowering

  • Che cos'è il repowering?
    ERG è pioniere del rinnovamento tecnologico dell'eolico attraverso il repowering, con un piano da oltre 400 milioni di euro di investimenti ed un ulteriore potenziale che può portare la cifra fino a 1 miliardo di euro.

    Il repowering è un'operazione che consente di produrre più energia aumentando l'altezza delle pale e riducendone il consumo di suolo.

    Oltre a rappresentare un forte contributo al raggiungimento dei target di produzione di energiarinnovabile al 2030 previsti dal PNIEC (Piano Nazionale Energia e Clima), rappresenta una soluzione win win per tutti gli stakeholder: istituzioni, operatori, sistema bancario, cittadini e sistema Paese in generale.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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  • Possiamo costruire un'Italia migliore...
    Possiamo costruire un'Italia migliore, che guardi alla natura come alleata per la produzione di energia sostenibile.

    17 obiettivi ONU (SDGs) guidano lo sviluppo sostenibile del pianeta a salvaguardia del benessere e della prosperità dei suoi abitanti. ERG ha adottato un modello sostenibile di business in linea con gli SDGs e orientato alla decarbonizzazione.

    I progetti di repowering della propria flotta eolica ne sono un esempio concreto: non richiedono l'utilizzo di nuovo suolo e riducono in media di oltre la metà il numero di aerogeneratori (SDG9), triplicano la produzione di energia verde (SDG 7 e 13) e favoriscono lo sviluppo economico (SDG 8).

    Il progetto nell'area Nulvi Ploaghe in Sardegna, con il favore dei Comuni su cui insiste e la Regione, ha superato l'iter autorizzativo molto severo della Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) senza aggiunta di alcuna prescrizione ma ha ricevuto parere tecnico negativo dal MIBACT (Ministero Beni Culturali): un caso emblematico di come il raggiungimento dei target di emissione rischi di restare soltanto un "proposito ottimistico".
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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  • Abbandonare vecchi schemi e abbracciare nuove prospettive
    È necessario abbandonare vecchi schemi e abbracciare nuove prospettive, per introdurre il Paese in una nuova era economica. L'impegno per rendere la lotta ai cambiamenti climatici qualcosa di concreto e non solo una mera dichiarazione di intenti deve riguardare tutti.

    Dirigenti e funzionari pubblici responsabili del permitting degli impianti collegati alla transizione energetica non possono limitarsi ad eseguire il loro compito considerando solamente i loro obiettivi funzionali specifici.

    Dovrebbero farlo richiedendo e pretendendo, anche in quanto cittadini, che le più rilevanti e prioritarie implicazioni e conseguenze climatiche, economiche, sociali e di salute pubblica vengano adeguatamente considerate nel processo decisionale. Solo in questo modo il MIBACT e le Sovrintendenze locali potranno cessare di rappresentare un ostacolo al processo di decarbonizzazione ed al raggiungimento degli obiettivi del PNIEC fissati dal Governo.

    Qualora ciò non avvenga, come nel caso di Nulvi Ploaghe (SS), essi rischiano al contrario di rendersi responsabili del fallimento del PNIEC e di ostacolare il raggiungimento di due obiettivi SDGs come l'aumento della produzione di energia pulita e accessibile (SDG7) e la lotta al climate change (SDG13), senza considerare il rilevante danno economico e sociale associato al blocco degli investimenti, alla mancata creazione di posti di lavoro ed al mancato supporto economico alle comunità locali.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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  • Siamo ancora in tempo per cambiare rotta...
    Siamo ancora in tempo per cambiare rotta e partecipare insieme alla costruzione di un'economia che possa contare su produzioni elettriche ecosostenibili e giuste, ma per farlo ci serve l'aiuto di tutti: cittadini, comunità e istituzioni. Il nostro progetto di Repowering di Nulvi Ploaghe (SS) che ha ottenuto il parere positivo della Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale), che fa capo al MATTM, è stato bocciato dal MIBACT.

    Il TAR della Sardegna ha poi rigettato il nostro ricorso, nonostante il progetto avesse il favore di Regione e Comuni e l'intervenuta conversione in Legge del Decreto Semplificazioni con norme di supporto al Repowering, totalmente ignorate dal tribunale.

    Due ministeri, due visioni diverse nonostante la procedura VIA miri a valutare gli effetti sull'ambiente ma anche su salute, benessere, qualità della vita, fauna, flora, suolo, acqua, aria, clima, beni materiali e patrimonio culturale e sia aperta al contributo dei cittadini in ottica di massima trasparenza.La decisione del TAR sposa una posizione di chiusura della Soprintendenza di Sassari e del MIBACT ed evidenzia l'impossibilità di programmare nel nostro Paese la crescita industriale delle rinnovabili, necessaria a rispettare gli obiettivi del PNIEC stabiliti dal Governo a cui fanno capo i due ministeri. Si ostacola così il raggiungimento di obiettivi globali, come aumento della produzione di energia pulita e accessibile (SDG7), lotta al climate change (SDG13) e sviluppo economico sostenibile (SDG 8).
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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