Le nostre centrali idroelettriche

I nostri impianti idrici sono collocati nel nucleo idroelettrico di Terni, un sistema integrato di produzione di energia elettrica che interessa i bacini idrografici dei fiumi Velino, Nera e Tevere.

Il complesso conta 19 centrali, 7 dighe, 3 serbatoi e una stazione di pompaggio. Si estende su 3 regioni: Umbria, Lazio e Marche e tocca le province di Terni, Perugia, Rieti e Macerata.

È così grande e articolato che la stessa goccia d'acqua per scendere dalla parte più alta e arrivare giù fino a valle impiega 10 ore. Rappresenta per noi una struttura produttiva chiave che va a confluire direttamente nel nostro sistema di energy management . Il suo vantaggio principale è che si tratta di un impianto integrato che può modulare la propria attività e ha una produzione estremamente significativa in termini quantitativi.

Il sistema, caratterizzato da una tecnologia all'avanguardia, viene gestito in tempo reale in modo altamente efficiente da un'unica centrale operativa che si trova a Terni. Informatizzato, attraverso monitor, il centro di teleconduzione apre e chiude le dighe, sposta l'acqua e segue la programmazione. Una gestione a distanza attuata con un sistema di ultima generazione.
Il sistema è ben integrato col territorio e rappresenta un'importante area naturalistica: parte del nucleo si trova all'interno del Parco Fluviale del Nera, un'area protetta che si sviluppa intorno alle acque del fiume e dei suoi maggiori affluenti insieme alla Cascata delle Marmore.

Si tratta di un parco ad indirizzo misto in cui gli aspetti della conservazione e della salvaguardia delle aree naturali convivono con una presenza antropica storicamente forte che ha prodotto un patrimonio storico-culturale ricco e complesso, esso stesso un valore da tutelare e da valorizzare.


Storia e struttura del nucleo dei Terni
Nei territori interessati dal nucleo idroelettrico di Terni il moto dell'acqua ha fornito energia fin dalle prime attività manifatturiere del terzo secolo a.C., quando il console romano Curio Dentato realizzò un'opera di bonifica della piana reatina. Fu allora che venne creato il canale di congiunzione del fiume Velino, all'epoca un lago paludoso, con il Nera, attraverso un salto di 165 metri che prese il nome di Cascata delle Marmore, la più alta d'Europa con un'altezza di 165 metri.

Oggi il nucleo, che rappresenta un nodo fondamentale rispetto al sistema nazionale delle centrali idroelettriche, si articola in 38 unità di produzione e opera attraverso centrali a bacino, ad acqua fluente, a pompaggio e a bacino artificiale.(link alla pagina su come funzionano le centrali idroelettriche).

Le centrali sono dislocate lungo tre aste idroelettriche, ossia insiemi di impianti a catena in cui un impianto a monte alimenta l'impianto a valle:

L'asta del Velino: comprende i laghi del Salto e del Turano e i relativi fiumi affluenti, alimenta la centrale idroelettrica di Cotilia e parzialmente quella di Galleto attraverso il lago di Piediluco.

L'asta del Nera: alimentata dalle acque del fiume omonimo, ha origine nella provincia di Macerata. È costituita a nord dalle centrali idroelettriche di Visso, Triponzo e Preci. Inoltre, insieme all'asta del Velino, alimenta la centrale di Galleto e, verso sud, le centrali idroelettriche di Cervino, Sersimone, Monte Argento, Narni e Nera Montoro.

L'asta del Tevere: origina dal monte Fumaiolo, forma i laghi di Corbara e di Alviano sfruttati dalle centrali di Corbara, Baschi e Alviano.

Questa architettura agevola la formazione di serbatoi per l'accumulo di acqua derivata. Proprio la possibilità di stoccare l'acqua, grazie agli importanti bacini serbatoi di cui dispone, è una delle caratteristiche che contraddistinguono il sistema di Terni dagli altri nuclei idroelettrici.
Pagina modificata il giorno 9 ott 2018