Tackling climate change

The centrality of renewable energy sources

Climate change is one of the most obvious global happenings of recent decades and is destined to worsen if no concrete action is taken to stop it.
The international scientifi c community has now determined that the change is in large part man-made and it is therefore crucial tat all countries in the world make a commitment to fi ght it and hopefully reverse its course.

The direct link between factors such as "greenhouse gas" emissions and global warming has impacted economic and energy policy choices of the most sensitive nations for some time, increasingly spreading a culture of sustainability.

In Italy, the current energy policy guidelines are defi ned by the "20-20-20 Climate and Energy Package" which is part of the strategy, "Europe 20-20-20".

In 2011, the European Commission published its "Roadmap 2050", a document drawn up specifi cally to address the issue of sustainability and the cross-border effects of phenomena that cannot be managed purely at a national level. The aim of these new guidelines is to achieve the almost total decarbonisation of our economy, with the ultimate goal of keeping global warming as a result of anthropogenic climate change below 2° C.

As an intermediate step of the process outlined, in October 2014 the European Council reached an agreement on the environmental and energy policy for 2030, defining:
  • a binding target to reduce national greenhouse gas emissions by at least 40% compared to 1990 levels;
  • a binding target at EU level, but not for the individual Member states, for 27% of the final gross consumption of electricity to be produced from renewable energy sources; the Commission will set the national target under a new governance system that will have to be drawn up in the near future;
  • an indicative target of 27% increase in energy efficiency, which is not binding for the EU or the Member States.
On 12 December 2015, a full 195 States, plus the European Union, formally adopted the text of the Paris Agreement on climate change. Although the process is still strongly left to the voluntary commitment of each party, and lacking a real framework that includes control and sanction, the agreement:
  • commits each signatory country, setting overall objectives for all parties, in contrast to the provisions of the Kyoto Protocol;
  • institutionalises a five-year review process of data and of national targets;
  • recognises the need to keep the average increase in the Earth's temperature "well below" 2 °C, making all possible efforts to keep it under 1.5 °C;
  • anticipates the need to make further efforts to keep global warming within these values, recognizing that the national voluntary programs undertaken by the parties to the United Nations Conference is not enough.

Winter Package/Clean Energy Package

In November 2016, in line with the Energy Roadmap for 2050 and the commitments under the Paris Agreement, the European Commission presented the Clean Energy Package, which includes 11 legislative initiatives for the achievement of the European climate-energy goals for 2030.

This initiative encompasses both new provisions and the revisions of existing directives or regulations and will be finalised in 2018:
The key topics are:
• the rules to draft and check the national energy plans to achieve climate-energy goals for 2030;
• the structural revision of the ETS system for the management and limitation of greenhouse-gas emissions;
• the revision of directives to promote the use of renewable energies and their unlimited participation in electricity markets;
• the revision of electricity markets at a transnational level, in order to homogenise and favour the energy transition towards low - or zero-impact energy sources;
• a further development of energy efficiency in both the industrial and the civil sector.
  • La Direttiva Europea
    L'attuale Direttiva Rinnovabili è stata aggiornata in ragione del nuovo orizzonte temporale del 2030. La nuova revisione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea lo scorso dicembre 2018 e dovrà essere recepita dagli Stati Membri entro il giugno 2021. A livello di contenuti, la nuova Direttiva introduce i seguenti elementi:

    • un target 2030 rinnovabile al 32% (vincolante a livello UE) sui consumi finali lordi, superiore alla proposta iniziale della Commissione pari al 27%;

    • la conferma della possibilità di supportare la generazione rinnovabile attraverso meccanismi competitivi e non discriminatori;

    • disposizioni specifiche volte ad assicurare la stabilità degli schemi di supporto, a proteggere la redditività degli impianti e a impedire interventi retroattivi;

    • l'impegno a creare le condizioni per lo sviluppo dei Corporate Power Purchase Agreement, ovvero contratti di approvvigionamento di lungo termine di energia prodotta da impianti rinnovabili;

    • nuove misure di facilitazione e snellimento del processo di permitting con specifico focus sul Repowering degli impianti rinnovabili esistenti (durata massima della procedura pari a 1 anno e solo in casi eccezionali 2);

    • un nuovo quadro normativo per le garanzie di origine in forza del quale esse vengono normate e lasciate nella disponibilità dei generatori elettrici.
     
  • Governance
    Il Regolamento sulla Governance della Energy Union fornisce indicazioni pratiche in merito agli obblighi degli Stati membri nel raggiungimento dei propri target rinnovabili al 2030.

    Anche il Regolamento è stato pubblicato a fine dicembre sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea ed è immediatamente applicabile presso gli Stati Membri, senza necessità di recepimento.

    Il Regolamento introduce l'obbligo per gli Stati membri di redigere Piani nazionali per l'Energia e Clima in cui definire volumi, tempistiche e pratiche attuazioni delle singole ambizioni energetico/ ambientali di ciascuno degli Stati Membri sino al 2030.

    La proposta di Piano nazionale per l'Energia e Clima è stata inviata dagli Stati Membri alla Commissione Europea entro i primi giorni del 2019. La tabella di marcia prevede che la Commissione fornisca agli Stati membri i propri commenti entro la fine di giugno 2019; la versione definitiva del Piano, dovrà quindi essere inoltrata a Bruxelles, riveduta e corretta, entro il 31 dicembre 2019.

     
  • Market Design
    L'aggiornamento della Direttiva e del Regolamento elettrico compongono il cosiddetto Market Design. Gli elementi principali dei provvedimenti sono:

    1. la riforma del mercato all'ingrosso dell'energia elettrica, con lo scopo di promuovere la flessibilità del sistema elettrico per integrare al meglio la generazione elettrica rinnovabile intermittente;

    2. l'introduzione di nuovi limiti emissivi nell'ambito dei meccanismi di supporto della capacità (CRM) che stimolino la riduzione degli impianti alimentati a carbone e l'eliminazione di incentivi permanenti per mantenere in esercizio tecnologie obsolete;

    3. nuove Regole per il dispacciamento dell'energia elettrica, con la fine della priorità di dispacciamento per le rinnovabili e l'apertura a queste ultime dei mercati dei servizi di rete;

    4. la creazione delle condizioni di mercato per conseguire un adeguato sviluppo dei sistemi di accumulo dell'energia elettrica.
     

La proposta di Piano Nazionale per l'Energia e Clima dell'Italia (PNEC)

Sulla scorta della Strategia Energetica Nazionale del 2017 (la cosiddetta SEN) e in base alle disposizioni del Regolamento sulla Governance già descritto, lo scorso 8 gennaio 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme al Ministero dell'Ambiente e al Ministero dei Trasporti ha presentato la proposta di Piano Nazionale integrato per l'Energia e il Clima (PNEC) dell'Italia alla Commissione Europea (CE).

Il PNEC ha la finalità di definire gli obiettivi nazionali, le politiche e le linee di azione che l'Italia intende mettere in atto da qui al 2030 per contribuire al perseguimento degli obiettivi climatico- energetici al 2030 adottati a livello europeo. La bozza viene sottoposta alla Valutazione Strategica Ambientale (VAS) e, in parallelo, ad un'ampia consultazione dei diversi soggetti coinvolti anche tramite un portale internet dedicato.

Il PNEC è strutturato secondo le 5 dimensioni già individuate dal Clean Energy Package e dalla SEN: Decarbonizzazione, Efficienza energetica, Sicurezza energetica, Mercato interno dell'energia, Ricerca, innovazione e competitività. Individua inoltre alcuni strumenti prioritari «trasversali » rispetto alle 5 dimensioni:

• sviluppo FER elettriche in particolare PV ed anche Wind – phase out carbone entro il 2025;
• priorità agli interventi che conseguano il contenimento del consumo di suolo, la continuità/repowering dei parchi FER esistenti pur tutelando il paesaggio;
• snellimento del permitting per gli investimenti necessari alla transizione e stabilità del quadro regolatorio;
• elettrificazione domanda di energia (trasporti, civile);
• evoluzione del sistema energetico da centralizzato a distribuito con autoconsumo e FER;
• R&D focalizzata in particolare sull'accumulo di energia da FER;
• efficienza energetica diffusa anche nel settore civile e nella PA;
• aggiornamento della governance pubblica su ambiente ed energia in ottica carbon-neutral;
• valutazione di eventuali strumenti aggiuntivi di transizione (e.g. fiscalità ambientale).

Il PNEC fissa obiettivi al 2030 per
• l'incidenza delle fonti rinnovabili sui consumi finali di energia;
• l'efficienza energetica;
• la riduzione di emissioni di gas-serra sostanzialmente in linea con quelli della SEN: 30% di rinnovabili sui consumi finali lordi di energia - che si traduce nel 55,4% per il settore elettrico grazie soprattutto alle tecnologie eolica e fotovoltaica – e una riduzione dei consumi di energia del 43% rispetto allo scenario PRIMES del 2007.


Il trend di crescita delle FER elettriche proposto dal piano prevede un profilo non lineare: crescita più lenta fino al 2025, più rapida successivamente (come previsto dalla SEN) per effetto di un «rally» del Solare, mentre l'eolico procede da subito più spedito nella crescita.

Rispetto al caso inerziale a politiche correnti, la proposta di PNEC si prefigge di attivare investimenti per circa 184 miliardi di Euro, di cui 52 miliardi di Euro nel comparto elettrico. Gli investimenti previsti dovrebbero pure portare a circa 115.000 occupati temporanei medi annui nel periodo 2017-2030 - di cui 18.000 nel settore elettrico – oltre a circa 6.700 occupati permanenti nel settore della produzione di energia elettrica, al netto delle uscite dal settore delle fonti fossili e bioenergie.

Our role

Our process to change our business to electricity from renewable sources perfectly fits into the energy transition described above; we are at the forefront and our process shows our interest in seizing new business opportunities, while improving the environmental context we operate in.

In the second half of the 2000s, we changed our energy business and abandoned our role as oil operator to start producing fully sustainable and clean energy from wind, water and highyield co-generation fuelled with natural gas.

This metamorphosis led to the adoption of a business model, which is able to produce electric energy with significantly lower COemissions, thus improving all our corporate social responsibility indicators between 2008 and 2015. In particular, because of the gradual decrease in "oil" activities and the subsequent increase in the use of renewable sources, the CO2 emissions avoided in the period 2008-2015 increased 15-fold and reached over 1 million tonnes of CO2 avoided per year.

The acquisition of the hydroelectric plant in Terni and the new wind energy initiatives in Europe are the new steps of our business evolution, which will further improve our performance in terms of avoided CO2 emissions.

We strongly focus on both increasing the energy efficiency of ERG Power's plant and the implementation of the Best Available Techniques (BAT), so as to reduce the consumption of natural gas and the emission of greenhouse gases, while keeping constant the production of electric power.

Climate Change: a sustainable approach to development

Climate Change: a sustainable approach to development

At the event "Climate Change: a sustainable approach to development" that we organized at the headquarters of Civita in Rome on July 6, we presented the 2015 edition of our Sustainability Report. After ERG Group's Chairman, Edoardo Garrone, introduced the event, Mario Tozzi, a geologist and science writer, gave his keynote speech, dedicated precisely to the issues of climate change.

Columnist Enrico Cisnetto moderated  the round table discussion with Luca Bettonte, CEO of the ERG Group, Walter Ganapini, Director General of ARPA Umbria, Mario Molteni, Professor of Business Economics at the Università Cattolica del Sacro Cuore of Milan and Scientific Director of CSR Manager Network Italy, Rossella Muroni, President of Legambiente and Edo Ronchi, President of the Foundation for Sustainable Development.

The conclusions were drawn by Ermete Realacci, President of the Commission for Environment, Land and Public Works of the Chamber of Deputies.

We followed the event with our live tweeting and a live Periscope broadcast on our @ergnow Twitter channel.