Incontra ERG - Luca Bragoli

L'industria dell'energia sta diventando sempre più "esigente" in termini di figure professionali: sono richieste una formazione multidisciplinare ed una forte sensibilità per le tematiche ambientali.

In questo contesto si colloca il Master in "Gestione delle Risorse Energetiche"  di SAFE, (Sostenibilità Ambientale Fonti Energetiche), che organizza il Master in "Gestione delle Risorse Energetiche" in collaborazione con le principali società operanti nel settore dell'energia, prestigiose università italiane e straniere ed importanti istituzioni (tra cui il Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico,  ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e GME – Gestore dei Mercati Energetici, Acquirente Unico).

Lo scorso 2 Luglio, Luca Bragoli, Head of Institutional Affairs del Gruppo ERG, ha portato la sua testimonianza ai partecipanti del Master, raccontando l'evoluzione del business di ERG da primario operatore nel settore petrolifero a leader nel settore delle energie rinnovabili.

Luca, come hai strutturato la tua testimonianza?

Nella mia testimonianza ho voluto raccontare il nostro processo di cambiamento, da operatore prevalentemente oil a player del settore energy con una forte vocazione rinnovabile, in particolare sull'eolico. Si tratta di un percorso che ho vissuto in prima persona, dal momento che sono entrato in ERG nel 2005, all'inizio del nostro riposizionamento del nostro Gruppo.

Dopo l'excursus "storico", abbiamo esaminato le caratteristiche dimensionali del Gruppo ERG oggi, attraverso i principali indicatori di bilancio (margine operativo lordo, risultato operativo netto, capitale investito, etc.) e quelli relativi alla composizione del mix ed alla produzione di energia. L'attenzione si è quindi spostata sul business eolico, sulla crescita e sulla diversificazione geografica in Italia e all'estero. Ho poi evidenziato come l'internalizzazione delle attività di Operation & Maintenance abbia rappresentato per ERG una scelta strategica distintiva, rispetto agli altri operatori eolici. Abbiamo quindi parlato dell'impianto cogenerativo CCGT di Priolo e delle attività di Energy Management, attività che ci qualificano come operatori del mercato elettrico a "tutto tondo". In coda abbiamo fatto una digressione sulla sostenibilità in ERG, con un focus sul progetto "Vai Col Vento!", che è un po' il nostro fiore all'occhiello.

Per quanto riguarda l'area delle Relazioni Istituzionali, su quali argomenti ti sei soffermato e quali hanno riscosso maggiore interesse?

I partecipanti al Master hanno mostrato molto interesse alle attività di Relazioni Istituzionali in ERG. Ho così potuto raccontare chi sono i nostri stakeholder (dalle autorità, ai peers, sino alle associazioni), spiegando quali sono le modalità con cui interloquiamo, gli obiettivi ed i risultati che cerchiamo di traguardare a supporto del business.

Per dare concretezza abbiamo esaminato le tematiche istituzionali e regolatorie di maggior rilievo per un operatore come ERG in questo momento: la riforma del mercato elettrico, la disciplina degli incentivi alle fonti rinnovabili, il tema della tutela della stabilità del quadro normativo, l'ETS (Emission Trading Scheme) e la fiscalità energetica.

La platea ha fatto domande particolari?

Si trattava di un "uditorio" molto preparato, quasi tutti con già un'esperienza lavorativa qualificata alle spalle. Un mix composito di laureati "tecnici": ingegneri, geologi, laureati in materie economiche. Mi ha colpito molto la puntualità e la precisione delle loro domande. I partecipanti hanno mostrato molto interesse al nostro percorso di cambiamento. Hanno cercato di capire quali sono stati i driver e la logica che hanno portato un Gruppo come il nostro alla scelta delle fonti rinnovabili. E perché – tra le diverse fonti FER – abbiamo puntato in modo così deciso sull'eolico.
 

Quanto è importante secondo te portare "casi concreti" e "testimonianze dirette" in questo tipo di percorsi di studi?

Secondo me è molto importante, perché raccontando la realtà, l'esperienza del lavoro, si accendono l'interesse e la passione, soprattutto in ragazzi così giovani. Io mi sono entusiasmato a vederli, così preparati e motivati. Li avrei assunti tutti!

Cosa suggeriresti ad un giovane che si appresta ad entrare nel mondo dell'energia? Quali opportunità intravedi?

Suggerirei di iniziare, se possibile, con un'esperienza in un'azienda del settore energy: è un passaggio molto importante per misurarsi con il mondo del lavoro in concreto. Ma non bisogna fermarsi. Percorsi formativi come quello del SAFE permettono di conseguire una formazione specialistica e rendersi "più appetibili" per le aziende del settore. Le opportunità - anche in momenti di mercato complessi come quello che stiamo vivendo - ci sono:  nei servizi di efficienza energetica, nell'energy management, nel trading, e, se si è pronti ad andare all'estero, anche nello sviluppo di nuovi progetti. La parte regolatoria inoltre è molto complessa e settoriale. Cosa che spesso rende difficile trovare professionalità adeguate.