Case Study Palazzo San Gervasio

 

Il parco di Palazzo San Gervasio in numeri

Palazzo San Gervasio

Potenza  - Italia

Tipologia turbine

Vestas V100 2 MW

Diametro rotore

100 m

Altezza torre

80 m

Superficie piazzole

10.200 m2

Potenza installata

34 MW

Produzione annua*

oltre 72 GWh

CO2 evitata*

30 kt

Numero turbine

17

Cavidotto media tensione

30 km

Pali di fondazione

2.368 m

Calcestruzzo

10.827 m3

Ferro d'armatura

1.108.400 kg

Fonte: Rapporto di Sostenibilità ERG 2013
*Fonte: Comunicato stampa "ERG Renew: entrato in esercizio il nuovo parco eolico di Palazzo San Gervasio (34 MW)" del 20 Gennaio 2014

 

Una costruzione a basso impatto ambientale Durante la realizzazione del parco eolico di Palazzo San Gervasio di ERG Renew, abbiamo attentamente seguito i principi di buona tecnica e quanto previsto dalle norme vigenti con l'obiettivo primario di generare il minimo impatto ambientale.

Grazie al nostro impegno il materiale di scavo (ossia suolo o sottosuolo, con eventuali presenze di riporto derivanti dalla realizzazione di un'opera) non è stato più considerato come rifiuto, e quindi destinato solo a smaltimento in discarica, ma è stato utilizzato all'interno delle attività di costruzione, in base a un Piano di Utilizzo concordato con le Autorità competenti.

Obiettivo dell'operazione è stato quello di proseguire il nostro impegno nella diffusione della sensibilità ambientale e assicurare, appunto, il minimo impatto possibile dei lavori svolti. Abbiamo così affiancato e supportato l'appaltatore, affidando poi a un ente terzo specializzato l'attività di verifica e di monitoraggio del progetto e delle attività di cantiere, come anche il controllo della qualità dei prodotti trasportati. I vantaggi di questo approccio sono evidenti: non occupare le discariche con materiali recuperabili, ridurre i rifiuti prodotti e, infine, conservare la biodiversità del territorio utilizzando il terreno estratto da zone circostanti. Nella realizzazione del parco eolico, il Piano di Utilizzo ha previsto il reimpiego di circa il 90% delle terre provenienti da scavo (pari a circa 70.000 metri cubi), in opere di rinaturalizzazione e ingegneria naturalistica opportunamente progettate.

Insieme all'Amministrazione Comunale una parte delle terre vegetali provenienti dal nostro cantiere sono state utilizzate per colmare avvallamenti e depressioni orografiche naturali, successivamente destinate a uso agricolo. Un'altra parte di terre, invece, è stata impiegata per riprofilare le scarpate che costeggiano le viabilità del parco. Una porzione meno rilevante di materiale, ma avente qualità meccanica elevata, è stata infine riutilizzata per realizzare sottofondi stradali e opere di regimazione delle acque nell'ambito della viabilità di parco.